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DIZIONARIO DEL PERMESSO-CONGEDO RETRIBUITO

 
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 MessaggioInviato: Dom Feb 22, 2009 9:37 pm    Oggetto: DIZIONARIO DEL PERMESSO-CONGEDO RETRIBUITO Rispondi citando Back to top

DIZIONARIO DEL PERMESSO-CONGEDO RETRIBUITO

Fonti Normative, Contrattuali, Contenuti

Il diritto al permesso riconosciuto alle lavoratrici e ai lavoratori deve essere fruito nel rispetto dell’informativa all’azienda affinché appronti le iniziative opportune per garantire la continuità assistenziale, salvo le impossibilità a fornire il suddetto avviso. In calce al presente contributo, troverete una tabella sintetica e riepilogativa, che sarà aggiornata ogniqualvolta vi siano novità normative.

ALLATTAMENTO

Fonti Normative: Artt. 39-40-41-43-44-45 46 del Dlgs n. 151 del 26 marzo 01

Contenuti
Durante il 1° anno di vita del bambino devono essere consentiti due periodi di riposo della durata di un’ora ciascuno cumulabili, uno in caso di orario inferiore alle sei ore. Quando si usufruisca dell’asilo nido aziendale il periodo è dimezzato. In caso di parto plurimo i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre. Nel caso in cui uno dei due genitori non si avvalga del doppio periodo, l’altro genitore ha raddoppiare il periodo di riposo previsto per un solo figlio. Tali indicazioni trovano inoltre applicazione anche in caso di adozione e affidamento entro il primo anno di vita del bambino.

Il padre lavoratore può fruire dei permessi in argomento al ricorrere delle seguenti condizioni:
1. nel caso di affidamento dei figli al solo padre;
2. in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
3. nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
4. in caso di morte o di grave infermità della madre.


ASPETTATIVA

Fonti normative: CCNL comparto sanità 1995 art. 27

Contenuti
Può essere concessa al dipendente in ruolo che la richiede, un periodo di aspettativa non retribuita per comprovati motivi personali per un periodo massimo di dodici mesi nel triennio.


ASSEMBLEA

Fonti Normative: ART. 20 Legge 300/70

Contenuti
I lavoratori hanno diritto di riunirsi in azienda fuori dall’orario di lavoro.

Durante l’orario di lavoro possono riunirsi nel limite di dieci ore annue per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.

Le riunioni sono indette singolarmente o congiuntamente dalle rappresentanza sindacali con odg su materie di interesse sindacale e del lavoro.

ASSENZA INGIUSTIFICATA

Fonti normative: Legge e CCNL

Contenuti
Ogni assenza è giustificabile, in quanto vi è una motivazione sottesa alla sospensione o alla mancanza della prestazione lavorativa.
L’assenza può essere originata da una previsione legislativa o contrattuale, quindi ingenerarsi dopo il richiesto preavviso o acquisita la prescritta autorizzazione preventiva.
Si ritiene assenza ingiustificata, ergo illegittima, una condotta determinata da un inadempimento del lavoratore suscettibile dell’applicazione di sanzioni disciplinari.
Il rispetto dell’orario di lavoro è uno dei primi obblighi che fanno capo ai prestatori di lavoro subordinato. Il lavoratore ha il dovere di presentarsi puntualmente in azienda. L’assenza ingiustificata deve essere interpretata ed esaminata nella fattispecie concreta, perché ad esempio a seguito di un incidente stradale è impedito non solo la presenza al lavoro ma anche l’avviso al datore di lavoro. Sul lavoratore incombe l’onere della prova, la dimostrazione dell’accadimento e la serietà dello stesso. Senza tali dimostrazioni il lavoratore può avere una trattenuta sulla retribuzione e l’irrogazione di una sanzione disciplinare.


ASTENSIONE PER GRAVIDANZA, MATERNITA’ E PUERPERIO

Fonti: Artt. 2 e 6 Legge n. 236 del 19 luglio 1993; Art. 7 del Dlgs n. 645 del 25 novembre 1996; Artt. 3, 4, 17, 18, 20 della Legge 8 marzo 2000 n. 53; Artt. 2, 14, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 54, 55, 56, d.lgs 26 marzo 2001 n. 151

Contenuti
L’art. 37 della Costituzione stabilisce che le condizioni di lavoro devono consentire alla donna l’adempimento della sua essenziale funzione familiare ed assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

L’art. 30 della Costituzione recita che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli.

Per congedo di maternità si intende l’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice.

Per congedo di paternità si intende l’astensione dal lavoro del lavoratore, fruito in alternativa al congedo di maternità.

Per congedo parentale si intende l’astensione facoltativa della lavoratrice o del lavoratore.

E’ vietato adibire al lavoro le donne:
• durante i due mesi precedenti la data presunta del parto;
• ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva;
• durante i tre mesi dopo il parto;
• durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. Tali giorni sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto.

In caso di lavori gravosi o pregiudizievoli, il divieto è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto.

La lavoratrice ha diritto ad una indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione per tutto il periodo del congedo.

CONGEDO MATRIMONIALE

Fonti normative: Art. 1 R.D.L. 24 giugno 1937 n. 1334

Contenuti
Gli impiegati dello Stato e delle altre Pubbliche Amministrazioni possono richiedere, per contrarre matrimonio, un congedo straordinario non eccedente la durata di 15 giorni.

CONGEDO PER MALATTIA DEL BAMBINO
Fonti normative: Art. 3 comma 5 della legge 8 marzo n. 53: Artt. 2, 47, 48, 49, 50, 51, 52 del DLGS 26 marzo n. 151

Contenuti
L’art. 37 della Costituzione stabilisce che le condizioni di lavoro devono consentire alla donna l’adempimento della sua essenziale funzione familiare ed assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
Il congedo per la malattia del figlio intende per tale l’astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice o del lavoratore in dipendenza della malattia stessa.
Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni. Inoltre, ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni.

Per la fruizione del congedo il genitore richiedente deve presentare il certificato di malattia ed entrambi i genitori sono tenuti a presentare una dichiarazione attestante che l’altro genitore non sia in congedo negli stessi giorni per il medesimo motivo.

CURE TERMALI

Fonti normative: Art. 13 legge n. 638/1983; Legge n. 412/1991; D.M. della Sanità 12 agosto 1992; Legge 24 ottobre 2000 n. 323

Contenuti
Le prestazioni idrotermali possono essere fruite dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, e costituiscono un trattamento terapeutico causa di interruzione della prestazione lavorativa per un limite massimo di trenta giorni.

DECESSO

Fonti normative: Art. 4 legge 8 marzo 2000 n. 53;Art. 1 del DM 21 luglio 2000 n. 278

Contenuti
La lavoratrice e il lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso del coniuge o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente o di un soggetto componente la famiglia anagrafica ovvero del convivente. Per fruire del permesso l’interessato comunica l’evento ed i giorni nei quali il permesso sarà utilizzato entro sette giorni dall’evento. I giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi. Devono documentare l’evento con certificazione ovvero con dichiarazione sostitutiva.

DOCUMENTATA GRAVE INFERMITA’

Fonti normative: Art. 4 comma 1 della legge 8 marzo n. 53; Art. 1 commi 2° e 4°, art. 3 comma 1° e 4° del DM 21/7/00 n. 278

Contenuti

La lavoratrice e il lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di 3 giorni lavorativi all’anno in caso di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purchè la stabile convivenza con il lavoratore o la lavoratrice risulti da certificazione anagrafica.

I tre giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici. La certificazione relativa alla grave infermità deve essere presentata in azienda entro cinque giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa.

DONAZIONE DI MIDOLLO OSSEO

Fonti normative: Art. 5 della Legge 6 marzo 2001 n. 52

Contenuti

La donazione di midollo osseo è un atto volontario e gratuito. Sono considerati potenziali donatori i cittadini maggiorenni che siano stati sottoposti ad un prelievo di sangue periferico per la definizione del sistema generico HLA.

I permessi retribuiti sono concessi per il tempo occorrente all’espletamento degli atti per il prelievo finalizzato all’individuazione dei dati genetici, per i prelievi necessari all’approfondimento della compatibilità con i pzt. in attesa di trapianto, per l’accertamento dell’idoneità della donazione. Il donatore conserva il diritto alla retribuzione anche per le giornate di degenza necessarie al prelievo di sangue midollare, per quelle successive alla donazione, per il completo ripristino del suo stato fisico.

I relativi contributi previdenziali sono accreditati ai sensi dell’art. 8 della legge 23 aprile 1981 n. 155

DONAZIONE DI SANGUE

Fonti normative: Legge 13 Luglio 1967 n. 584; D.M. 8 Aprile 1968; Art. 13 Legge 4 maggio 1990 n. 107

Contenuti

I donatori di sangue ed emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione mantenendo la normale retribuzione corrisposta dal datore di lavoro che richiederà il rimborso all’ente previdenziale cui è iscritto il donatore. Il limite quantitativo minimo per il diritto al congedo è fissato in 250 grammi. Il prelievo deve essere effettuato in un centro autorizzato dal Ministero della Sanità. Il certificato deve riportare il quantitativo donato, il giorno e l’ora del prelievo.

In caso di mancata donazione per motivi sanitari o per parziale donazione, verrà rilasciato un certificato attestante quanto sopra.

ELEZIONI

Fonti normative: Art. 119 del testo unico n. 361 del 1957; Art. 1 della Legge 30 Aprile 1981 n. 178; Art. 11 della legge 21 marzo 1990 n. 53; Art. 1 della legge 29 gennaio 1992 n. 69

Contenuti

In tutte le consultazioni elettorali politiche o amministrative, i lavoratori che adempiono a funzioni presso gli uffici elettorali compresi rappresentanti di lista o di gruppo hanno diritto ad assentarsi dal servizio per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni elettorali.



ESAMI PRENATALI

Fonti normative: Art. 7 del DLGS 25 novembre 1996 n. 645; Art. 14 del DLGS 26 marzo 2001 n. 151

L’art. 37 della Costituzione stabilisce che le condizioni di lavoro devono consentire alla donna lavoratrice della sua essenziale funzione familiare. Il DLGS 25 novembre 1996 n. 645 recepisce la direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute del lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere e in allattamento. Prevede il diritto delle lavoratrici di usufruire di permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici, visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere eseguiti durante l’orario di lavoro. Le lavoratrici dovranno presentare istanza in azienda e successivamente produrre la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami.

FERIE

Fonti normative: Art. 36 della Costituzione; Art. 2109 del Codice Civile commi 2°, 3°, 4°; Istituto contrattuale CCNL COMPARTO SANITA’ art. 19; Direttiva n. 93/104 Cee del Consiglio dell'Unione europea del 23 novembre 1993 all'articolo 7, comma 2; Decreto Legislativo n. 66, pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2003 ed entrato in vigore il successivo 29 aprile 2003;

Art. 36 della Costituzione: il lavoratore ha diritto a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi.

Diritto-Dovere garantito per il recupero delle energie psico fisiche per un periodo retribuito e continuativo. La durata è individuata dal CCNL Comparto Sanità.

Il lavoratore non può assentarsi unilateralmente dal servizio contro il diniego dell’azienda in un periodo da lui scelto arbitrariamente o diverso da quanto preventivamente concordato.
Ma il potere di autodeterminazione aziendale subisce delle limitazioni a cominciare dalle previsioni della CCNL che richiedono un esame congiunto con le organizzazioni sindacali del piano ferie. La consultazione sindacale è necessaria e la sua omissione rende inefficace l’eventuale determinazione delle ferie con la possibilità di potersi configurare condotta sindacale ex art. 28 legge 300/70.

L'articolo 2109, comma 2, del codice civile detta inoltre i seguenti principi:

- la durata delle ferie è fissata dalla legge, dai contratti collettivi, dagli usi e secondo equità;

- l'epoca del godimento delle ferie è stabilita dal datore di lavoro che deve tenere conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del lavoratore;

- il periodo feriale deve essere possibilmente continuativo;
- il diritto alla retribuzione.

La contrattazione collettiva stabilisce sia i criteri di calcolo dei giorni di ferie da attribuire al lavoratore, sia la durata delle ferie stesse. alcuni contratti stabiliscono anche il termine entro il quale il lavoratore debba fruire delle ferie maturate nell'anno di riferimento.

DAL CCNL 1995 TITOLO III ART. 19 (FERIE E FESTIVITÀ)
2. La durata delle ferie, salvo quanto previsto dal comma 3, è di 32 giorni lavorativi comprensivi delle due giornate previste dall’articolo 1, comma 1, lettera “a”, della L. 23 dicembre 1977, n. 937.
3. I dipendenti neo assunti nelle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale dopo la stipulazione del presente contratto hanno diritto, limitatamente al primo triennio di servizio, a 30 giorni lavorativi di ferie comprensivi delle due giornate previste dal comma 2.
4. In caso di distribuzione dell’orario settimanale di lavoro su cinque giorni, il sabato è considerato non lavorativo ed i giorni di ferie spettanti ai sensi dei commi 2 e 3 sono ridotti, rispettivamente, a 28 e 26, comprensivi delle due giornate previste dall’articolo 1, comma 1, lettera “a”, della L. 23 dicembre 1977, n. 937.
5. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo da fruire nell’anno solare ai sensi ed alle condizioni previste dalla menzionata legge n. 937/77. È altresì considerata giorno festivo la ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente in giorno lavorativo.
8. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili. Esse sono fruite nel corso di ciascun anno solare, in periodi compatibili con le oggettive esigenze di servizio, tenuto conto delle richieste del dipendente.
9. Compatibilmente con le oggettive esigenze del servizio, il dipendente può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà avvenire nel rispetto dei turni di ferie prestabiliti, assicurando comunque al dipendente che ne abbia fatto richiesta il godimento di almeno quindici giorni continuativi di ferie nel periodo 1 giugno - 30 settembre.
10. Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio, il dipendente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di eventuale ritorno al luogo di svolgimento delle ferie, nonché all’indennità di missione per la durata dei medesimi viaggi. Il dipendente ha inoltre diritto al rimborso delle spese anticipate e documentate per il periodo di ferie non goduto.
11. In caso di indifferibili esigenze di servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell’anno, le ferie dovranno essere fruite entro il primo semestre dell’anno successivo.
12. In caso di motivate esigenze di carattere personale e compatibilmente con le esigenze di servizio, il dipendente dovrà fruire delle ferie residue al 31 dicembre entro il mese di aprile dell’anno successivo a quello di spettanza.
13. Le ferie sono sospese da malattie adeguatamente e debitamente documentate che si siano protratte per più di 3 giorni o abbiano dato luogo a ricovero ospedaliero. L’amministrazione deve essere stata posta in grado di accertarle con tempestiva informazione.

Festività infrasettimanali e Riposo

Fonti normative: Legge 15 marzo 1934 n. 370; D.M. 22 giugno 1935; Art. 36 comma 3° della Costituzione; Art. 2109 del Codice Civile; Istituto Contrattuale art. 20

Contenuti

In generale al lavoratore dipendente è dovuto ogni settimana un riposo di 24 ore consecutive dalla mezzanotte di un giorno x alla mezzanotte del giorno y.

Dal CCNL Comparto Sanità 1995 ART. 20

(RIPOSO SETTIMANALE)
1. Il riposo settimanale coincide di norma con la giornata domenicale. Il numero dei riposi settimanali spettanti a ciascun dipendente è fissato in numero di 52 all’anno, indipendentemente dalla forma di articolazione dell’orario di lavoro. In tale numero non sono conteggiate le domeniche ricorrenti durante i periodi di assenza per motivi diversi dalle ferie.
2. Ove non possa essere fruito nella giornata domenicale, il riposo settimanale deve essere fruito di norma entro la settimana successiva, in giorno concordato fra il dipendente ed il dirigente responsabile della struttura, avuto riguardo alle esigenze di servizio.
3. Il riposo settimanale non è rinunciabile e non può essere monetizzato.
4. La festività nazionale e quella del Santo Patrono coincidenti con la domenica non danno luogo a riposo compensativo né a monetizzazione.
5. Nei confronti dei soli dipendenti che, per assicurare il servizio prestano la loro opera durante la festività nazionale coincidente con la domenica, si applica la disposizione del 2 comma.

E’ possibile derogare al riposo settimanale?

La deroga è possibile a condizione che sia imposta dalla necessità di tutela di interessi apprezzabili e non venga snaturato o eluso il rapporto tra sei giorni di lavoro e uno di riposo ma soprattutto quando non vengano superati i limiti di ragionevolezza sia rispetto alle esigenze aziendali sia rispetto alla tutela degli interessi del lavoratore per quanto riguarda la salute dello stesso.


FORMAZIONE

Fonti normative: Art. 6 Legge 8 Marzo 2000 n. 53

I lavoratori hanno diritto di proseguire i percorsi di formazione per accrescere conoscenze e competenze professionali.

Lo stato assicura una offerta formativa articolata su tutto il territorio nazionale con percorsi certificati e riconosciuti come crediti formativi.

Il periodo consentito al lavoratore con almeno 5 anni di anzianità di servizio presso la stessa amministrazione, non può superare gli 11 mesi nell’arco della vita lavorativa.

La contrattazione collettiva e integrativa decentrata definisce il monte ore da destinare ai permessi.

CCNL Integrativo 1998 Comparto Sanità ART. 23

Congedi per la formazione

1. I congedi per la formazione dei dipendenti, disciplinati dagli artt. 5 e 6 della legge n.53/2000 per quanto attiene alle finalità e durata, sono concessi salvo comprovate esigenze di servizio.
2. Ai lavoratori, con anzianità di servizio di almeno cinque anni presso la stessa azienda o ente del comparto, possono essere concessi a richiesta congedi per la formazione nella misura percentuale complessiva del 10% del personale delle diverse aree in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato; il numero complessivo dei congedi viene verificato annualmente sulla base della consistenza del personale al 31 dicembre di ciascun anno. La contrattazione integrativa definisce i criteri per la distribuzione e utilizzazione della percentuale.
3. Per la concessione dei congedi di cui al comma 1, i lavoratori interessati ed in possesso della prescritta anzianità, devono presentare all’azienda o ente una specifica domanda, contenente l’indicazione dell’attività formativa che intendono svolgere, della data di inizio e della durata prevista della stessa. Tale domanda deve essere presentata almeno 30 giorni prima dell’inizio delle attività formative.
4. La contrattazione integrativa di cui all’art. 4, comma 2, punto V del CCNL 7 aprile 1999 individua i criteri da adottare nel caso in cui le domande presentate siano eccedenti rispetto alla percentuale di cui al comma 2.

FUNZIONI PUBBLICHE ELETTIVE

Fonti normative: Art. 31 legge 20 maggio 1970 n. 300; Art. 2 comma 2° legge 13 agosto 1979 n. 384; Art. 3 DLGS 16 settembre 1996 n. 564; DLGS n. 277/2000

Contenuti

I lavoratori possono richiedere di essere collocati in aspettativa non retribuita per tutta la durata del loro mandato.

Per la partecipazione ad ogni singola convocazione per la carica ricoperta, spetta una giornata di permesso retribuito. Per le aziende private verrà effettuato il rimborso, per le aziende pubbliche in carico totalmente all’azienda di appartenenza.

Il lavoratore ha diritto ad un periodo di aspettativa retribuita per lo svolgimento della campagna elettorale? Negativo. O ferie o permesso non retribuito per motivo personali.


GRAVI E IMMEDIATI MOTIVI FAMILIARI

Fonti normative: Art. 4 comma 2 Legge 8 marzo 2000 n. 53; Art. 2 del D.M. 21 luglio 2000 n. 278

Contenuti

I dipendenti delle aziende pubbliche o private possono richiedere un periodo di congedo, frazionato o continuato, non superiore a due anni nell’arco della vita lavorativa, computando i giorni festivi e non lavorativi compreso nel periodo di congedo. Ma cosa sono i gravi motivi familiari? Innanzittutto devono essere relativi alla situazione personale della propria famiglia anagrafica, dei soggetti di cui all’art. 433 del Codice Civile anche se non conviventi, dei portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado anche se non conviventi, in situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di cui sopra. Il datore di lavoro è tenuto entro dieci giorni dalla richiesta del congedo ad esprimersi comunicando l’esito al dipendente e motivandolo in caso di diniego o rinvio ad un periodo successivo.

Quando la richiesta è riferita a periodi non superiori a tre giorni, il datore di lavoro è tenuto ad esprimersi entro 24 ore motivando l’eventuale diniego sulla base di eccezionali ragioni organizzative, nonché assicurare che il congedo venga fruito entro i sette giorni successivi.



HANDICAP

Fonti normative: Art. 33 legge 5 febbraio 1992 n. 104; art. 80 legge 23 dicembre 2000 n. 388; Art. 4 bis e art. 20 legge 8 marzo 2000 n. 53; Artt. 33, 42, 42, 44, 45 del DLGS 26 marzo 2001 n. 151

Contenuti

La legge 104/92 reca disposizioni per l’assistenza, l’integrazione e i diritti delle persone handicappate. L’art. 4 stabilisce che gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità di intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua, siano effettuate dalle ASL mediante commissioni mediche.

Coloro che assistono con continuità ed in via esclusiva una persona con handicap in situazione di gravità, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile anche continuativi. L’assistito non deve essere ricoverato a tempo pieno.

Retribuiti e coperti da contribuzione, il lavoratore handicappato può usufruire di tre giorni di permesso retribuiti mensili o due ore giornaliere, alternativamente.

Può essere richiesto un congedo non superiore a 2 anni, continuativi o frazionati, nell’arco dell’intera vita lavorativa, i lavoratori dipendenti che debbano assistere familiari con handicap e situazione di gravità accertata da almeno 5 anni. I periodi sono retribuiti e coperti da versamento contributivo da parte degli enti e amministrazioni di appartenenza.



INFORTUNIO

Fonti normative: Legge 18 Marzo 1926 n. 562; Art. 2110 Codice Civile; Art. 9 Legge 14 Dicembre 1970 n. 1088; CCNL comparto sanità 1995 ARTT. 23 e 24

Contenuti

L’art. 2110 del Codice Civile stabilisce che in caso di infortunio l’azienda ha il diritto di recedere dal contratto a norma dell’art. 2218 del Codice Civile decorso il cosiddetto periodo di comporto. Il lavoratore ha cioè diritto alla conservazione del posto di lavoro nel caso in cui il comporto non si prolunghi oltre il periodo normativamente stabilito che per il comparto sanità risulta essere di 18 mesi retribuiti di cui 9 mesi al 100%, 3 mesi al 90%, 6 mesi al 50%, ai quali aggiungere 18 mesi non retribuiti. (art. 23, comma 6 lett. a),

CCNL comparto sanità 1995 ART. 24
(infortuni sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio)

1. In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro o a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, il dipendente ha diritto alla conservazione del posto fino a completa guarigione clinica e, comunque, non oltre il periodo di conservazione del posto. In tale periodo al dipendente spetta l’intera retribuzione di cui all’art. 23, comma 6 lett. a), comprensiva del trattamento accessorio come determinato nella tabella n 1 allegata al presente contratto.
2. Decorso il periodo massimo di conservazione del posto, trova applicazione l’art. 23, comma 3. Nel caso che l’azienda o ente non proceda alla risoluzione del rapporto di lavoro del dipendente riconosciuto permanentemente inidoneo a proficuo lavoro, per l’ulteriore periodo di assenza non compete alcuna retribuzione.
3. Nulla è innovato per quanto riguarda il procedimento previsto dalle vigenti disposizioni per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità, per la corresponsione dell’equo indennizzo e per la risoluzione del rapporto di lavoro in caso di inabilità permanente.

MALATTIA

Fonti normative: Art. 2110 del codice civile; Art. 5 legge 20 maggio 1970 n. 300; Art. 5 comma 12° e 14° legge 11 novembre 83 n. 638; CCNL comparto sanità 1995 ART. 23

Contenuti

In caso di assenza dal lavoro per malattia, la normativa vigente prevede il diritto del lavoratore alla conservazione del posto per il periodo stabilito dalla legge o dalla contrattazione collettiva.

CCNL comparto sanità 1995 ART. 23
(ASSENZE PER MALATTIA)
1. Il dipendente non in prova, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi. Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano tutte le assenze per malattia intervenute nei tre anni precedenti l’ultimo episodio morboso in corso.
2. Al lavoratore che ne faccia tempestiva richiesta prima del superamento del periodo previsto dal comma 1, può essere concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi ovvero di essere sottoposto all’accertamento delle sue condizioni di salute, per il tramite della azienda sanitaria locale territorialmente competente ai sensi delle vigenti disposizioni, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.
3. Superati i periodi di conservazione del posto previsti dai commi 1 e 2, qualora non sia stato possibile applicare l’art. 16 del D.P.R. 28 novembre 1990, n. 384 perché il dipendente, a seguito degli accertamenti sanitari, è stato dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l’azienda o l’ente può procedere, alla risoluzione del rapporto corrispondendo al dipendente l’indennità sostitutiva del preavviso.
4. I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previsti dal comma 2 del presente articolo, non interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.
5. Sono fatte salve le vigenti disposizioni di legge a tutela degli affetti da TBC.
6. Il trattamento economico spettante al dipendente che si assenti per malattia è il seguente:
a) intera retribuzione fissa mensile, comprese le indennità pensionabili, con esclusione di ogni altro compenso accessorio, comunque denominato, per i primi 9 mesi di assenza. Nell’ambito di tale periodo per le malattie superiori a quindici giorni lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, al dipendente compete anche il trattamento economico accessorio come determinato nella tabella 1 allegata al presente contratto.
b) 90% della retribuzione di cui alla lettera “a” per i successivi 3 mesi di assenza;
c) 50 % della retribuzione di cui alla lettera “a” per gli ulteriori 6 mesi del periodo di conservazione del posto previsto nel comma 1;
d) i periodi di assenza previsti dal comma 2 non sono retribuiti.
7. L’assenza per malattia deve essere comunicata alla struttura di appartenenza tempestivamente e comunque all’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione dell’assenza, salvo comprovato impedimento.
8. Il dipendente è tenuto a recapitare o spedire a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento il certificato medico di giustificazione dell’assenza entro i tre giorni successivi all’inizio della malattia o alla eventuale prosecuzione della stessa. Qualora tale termine scada in giorno festivo esso è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.
9. L’azienda o l’ente dispone il controllo della malattia ai sensi delle vigenti disposizioni di legge di norma fin dal primo giorno di assenza, attraverso l’azienda sanitaria locale territorialmente competente.
10. Il dipendente che, durante l’assenza, per particolari motivi dimori in luogo diverso da quello di residenza, deve darne tempestiva comunicazione, precisando l’indirizzo dove può essere reperito.
11. Il dipendente assente per malattia, pur in presenza di espressa autorizzazione del medico curante ad uscire, è tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato all’amministrazione, in ciascun giorno, anche se domenicale o festivo, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19.
12. Qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall’indirizzo comunicato, per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’azienda o all’ente.
13. Nel caso in cui l’infermità sia causata da colpa di un terzo, il dipendente è tenuto a darne comunicazione all’azienda o ente. In tal caso il risarcimento del danno da mancato guadagno effettivamente liquidato da parte del terzo responsabile – qualora comprensivo anche della normale retribuzione – è versato dal dipendente all’azienda o ente fino a concorrenza di quanto dalla stessa erogato durante il periodo di assenza, ai sensi del comma 6, lettere “a”, “b” e “c”, compresi gli oneri riflessi inerenti. La presente disposizione non pregiudica l’esercizio, da parte dell’azienda o ente, di eventuali azioni dirette nei confronti del terzo responsabile.
14. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano alle assenze per malattia iniziate successivamente alla data di stipulazione del contratto, dalla quale decorre il triennio previsto dal comma 1. Alle assenze per malattia in corso alla predetta data si applica la normativa vigente al momento dell’insorgenza della malattia per quanto attiene alle modalità di retribuzione, fatto salvo il diritto alla conservazione del posto se più favorevole.

OBIEZIONE DI COSCIENZA

Fonti normative: Art. 52 della Costituzione; Art. 1 DLGS 13 Settembre 1946 n. 303; Art. 77 del DPR 14 febbraio 1964 n. 237; Art. 22 legge 24 dicembre 1986 n. 958; Legge 8 luglio 1998 n. 230; DPCM 21 Novembre 2001 n. 453

Contenuti

La legge 230/98 riconosce gli stessi diritti ai cittadini che per obbedienza alla coscienza e opponendosi all’uso delle armi, non accettano l’arruolamento nelle forze armate optando per lo svolgimento del servizio civile. L’obiettore matura il diritto alla conservazione del posto e alla maturazione dell’anzianità di servizio.


PERMESSI BREVI

CCNL COMPARTO SANITA’ 1995 CAPO IV
INTERRUZIONI E SOSPENSIONI DELLA PRESTAZIONE
ART. 21 (PERMESSI RETRIBUITI)
1. A domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per i seguenti casi da documentare debitamente:
– partecipazione a concorsi od esami – limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove – o per aggiornamento professionale facoltativo comunque connesso all’attività di servizio: giorni otto all’anno;
– lutti per coniuge, convivente, parenti entro il secondo grado ed affini entro il primo grado: giorni tre consecutivi per evento.
2. A domanda del dipendente possono inoltre essere concessi, nell’anno, 3 giorni di permesso retribuito per particolari motivi personali o familiari debitamente documentati, compresa la nascita di figli.
3. Il dipendente ha altresì diritto ad un permesso di 15 giorni consecutivi in occasione di matrimonio.
4. I permessi dei commi 1, 2 e 3 possono essere fruiti cumulativamente nell’anno solare, non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell’anzianità di servizio.
5. Durante i predetti periodi al dipendente spetta l’intera retribuzione nonché il trattamento accessorio indicato nella tabella 1 allegata al presente contratto.
6. I permessi di cui all’art. 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi e non riducono le ferie.
7. Il dipendente ha, altresì, diritto, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti, comunque denominati, previsti da specifiche disposizione di legge.
8. Nell’ambito delle disposizioni previste dalla legge 11 agosto 1991, n.266 nonché dal regolamento approvato con D.P.R. 21 settembre 1994, n. 613 per le attività di protezione civile, le amministrazioni favoriscono la partecipazione del personale alle attività delle Associazioni di volontariato mediante idonea articolazione degli orari di lavoro.
9. Il presente istituto, che sostituisce la disciplina legislativa e contrattuale del congedo straordinario vigente nel comparto, entra in vigore dal 1 gennaio 1996.
ART. 22
(PERMESSI BREVI)
1. Il dipendente, a domanda, può assentarsi dal lavoro su valutazione del dirigente preposto all’unità organizzativa presso cui presta servizio. Tali permessi non possono essere di durata superiore alla metà dell’orario di lavoro giornaliero, purché questo sia costituito da almeno quattro ore consecutive e non possono comunque superare le 36 ore annue.
2. La richiesta del permesso deve essere formulata in tempo utile per consentire al dirigente l’adozione delle necessarie misure organizzative.
3. Il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate di norma non oltre il mese successivo, secondo modalità individuate dal dirigente; in caso di mancato recupero, si determina la proporzionale decurtazione della retribuzione.

SANTO PATRONO

Fonti normative; Art. 6 del Concordato tra Repubblica Italiana e Santa Sede del 18 febbraio 1984; Legge 25 marzo 1985 n. 121; D.P.R. 28 Dicembre 1985 n. 792; CCNL comparto sanità art. 20 comma 4

Contenuti
I giorni coincidenti con festività del Santo Patrono sono considerati a tutti gli effetti giorni non lavorativi.

La festività del Santo Patrono coincidenti con la domenica non danno luogo a riposo compensativo né a monetizzazione. Ai lavoratori che svolgono la prestazione lavorativa nella giornata del Santo Patrono spetta il recupero della festività non goduta in altro giorno da stabilire, il compenso per lavoro straordinario con le maggiorazioni previste per lo svolgimento di attività lavorativa in giorno festivo.

SCIOPERO

Fonti normative: Art. 40 della Costituzione; Legge 12 giugno 1990 n. 146; Legge 11 aprile 2000 n. 83; CCNL Comparto Sanità 1995 art. 1 e 2

Contenuti

Per diritto di sciopero si intende l’astensione volontaria dal lavoro per la tutela di interessi professionali collettivi in funzione della quale rinunciano al percepimento della normale retribuzione. Tale diritto si esercita contemperando l’esigenza di garantire il godimento dei diritti della persona ricompresi nei servizi pubblici essenziali per la vita, la salute, la libertà e la sicurezza, la libertà di circolazione, l’assistenza e la previdenza sociale, l’istruzione e la libertà di comunicazione.

NORME DI GARANZIA DEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI

ART. 1 (SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI)
1. Ai sensi degli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146, i servizi pubblici da considerare essenziali nel comparto del personale del Servizio Sanitario Nazionale sono i seguenti:
a) assistenza sanitaria;
b) igiene e sanità pubblica;
c) veterinaria;
d) protezione civile;
e) distribuzione di energia, gestione e manutenzione di impianti tecnologici;
f) erogazione di assegni e di indennità con funzioni di sostentamento.
2. Nell’ambito dei servizi essenziali di cui al comma 1 è garantita, con le modalità di cui all’art. 2, la continuità delle seguenti prestazioni indispensabili per assicurare il rispetto dei valori e dei diritti costituzionalmente tutelati:
A) Assistenza sanitaria:
A1) Assistenza d’urgenza:
– pronto soccorso, medico e chirurgico;
– rianimazione, terapia intensiva;
– unità coronariche;
– assistenza ai grandi ustionati;
– emodialisi;
– prestazioni di ostetricia connesse ai parti;
– medicina neonatale;
– servizio ambulanze, compreso eliambulanze;
– servizio trasporto infermi.
Alle suddette prestazioni indispensabili deve essere garantito il supporto attivo delle prestazioni specialistiche, diagnostiche e di laboratorio, ivi compresi i servizi trasfusionali, necessari al loro espletamento.
A2) Assistenza ordinaria:
– servizi di area chirurgica per l’emergenza, terapia sub-intensiva e attività di supporto ad esse relative;
– unità spinali;
– prestazioni terapeutiche e riabilitative già in atto o da avviare, ove non dilazionabili senza danni per le persone interessate;
– assistenza a persone portatrici di handicap mentali, trattamenti sanitari obbligatori;
– assistenza ad anziani ed handicappati, anche domiciliare e in casa protetta;
– nido e assistenza neonatale;
– attività farmaceutica concernente le prestazioni indispensabili.
ART. 2
(CONTRATTAZIONE DECENTRATA E CONTINGENTI DI PERSONALE)
1. Al fine di cui all’articolo 1 sono individuati, per le diverse qualifiche e professionalità addette ai servizi minimi essenziali, appositi contingenti di personale che sono esonerati dallo sciopero per garantire la continuità delle prestazioni indispensabili inerenti ai servizi medesimi, mediante contratti decentrati, stipulati per ciascuna amministrazione, ai sensi dell’articolo 45, commi 1, 4 ed 8 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni.
2. I contratti decentrati di cui al comma 1, da stipularsi – sentite le organizzazioni degli utenti – entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente contratto collettivo nazionale e comunque prima dell’inizio di ogni altra trattativa decentrata, individuano:
a) le professionalità e le qualifiche di personale, di cui al presente contratto, che formano i contingenti;
b) i contingenti di personale, suddivisi per qualifiche e professionalità;
c) i criteri e le modalità da seguire per l’articolazione dei contingenti a livello di singolo ufficio o sede di lavoro.
3. In conformità dei contratti decentrati di cui al comma 2, i dirigenti responsabili del funzionamento dei singoli servizi, ufficio sedi di lavoro, secondo gli ordinamenti di ciascuna azienda o ente, in occasione di ogni sciopero individuano, di norma con criteri di rotazione, i nominativi del personale inclusi nei contingenti come sopra definiti tenuti all’erogazione delle prestazioni necessarie e perciò esonerati dall’effettuazione dello sciopero. I nominativi sono comunicati alle organizzazioni sindacali locali ed ai singoli interessati, entro il quinto giorno precedente la data di effettuazione dello sciopero. Il personale individuato ha il diritto di esprimere, entro 24 ore dalla ricezione della comunicazione, la volontà di aderire allo sciopero chiedendo la conseguente sostituzione nel caso sia possibile.
In ogni caso, per le prestazioni indispensabili relative alla “Assistenza sanitaria d’urgenza” di cui alla lettera A1) dell’articolo 1, va mantenuto in servizio il personale del ruolo sanitario e tecnico normalmente impiegato durante il turno in cui viene effettuato lo sciopero.
Per i contingenti di personale da impiegare nelle altre prestazioni indispensabili, va fatto riferimento a contingenti non superiori a quelli impiegati nei giorni festivi, ove si tratti di prestazioni normalmente garantite in tali giorni.
4. Nelle more della definizione dei contratti di cui al comma 1, le parti assicurano comunque i servizi minimi essenziali e le prestazioni di cui all’articolo 1, anche attraverso i contingenti già individuati dalla precedente contrattazione decentrata.
ART. 3
(MODALITÀ DI EFFETTUAZIONE DEGLI SCIOPERI)
1. Le strutture e le rappresentanze sindacali che indicono azioni di sciopero che coinvolgono i servizi di cui all’art. 1, sono tenute a darne comunicazione alle aziende ed enti interessati con un preavviso non inferiore a 10 giorni, precisando, in particolare, la durata dell’astensione dal lavoro. In caso di revoca di uno sciopero indetto in precedenza, le strutture e le rappresentanze sindacali devono darne tempestiva comunicazione alle predette amministrazioni.
2. La proclamazione degli scioperi relativi alle vertenze nazionali di comparto deve essere comunicata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la Funzione Pubblica; la proclamazione di scioperi relativi a vertenze regionali o con le singole aziende ed enti deve essere comunicata alle amministrazioni interessate. Nei casi in cui lo sciopero incida su servizi resi all’utenza, le aziende ed enti sono tenute a trasmettere agli organi di stampa ed alle reti radiotelevisive di maggiore diffusione nell’area interessata dallo sciopero una comunicazione circa i tempi e le modalità dell’azione di sciopero. Analoga comunicazione viene effettuata dalle stesse amministrazioni anche nell’ipotesi di revoca dello sciopero.
3. In considerazione della natura dei servizi resi dalle strutture sanitarie e del carattere integrato della relativa organizzazione, i tempi e la durata delle azioni di sciopero sono così articolati:
a) il primo sciopero, per qualsiasi tipo di vertenza, non può superare, anche nelle strutture complesse ed organizzate per turni, la durata massima di una intera giornata (24 ore);
b) gli scioperi successivi al primo per la medesima vertenza non supereranno le 48 ore consecutive;
c) gli scioperi della durata inferiore alla giornata di lavoro si svolgeranno in un unico e continuativo periodo, all’inizio o alla fine di ciascun turno;
d) intervallo minimo fra un’azione di sciopero e l’altra di ciascuna organizzazione sindacale, di almeno dodici giorni;
e) garanzia che eventuali scioperi riguardanti singole aree professionali e/o organizzative comunque non compromettano le prestazioni individuate come indispensabili. Sono comunque escluse manifestazioni di sciopero che impegnino singole unità operative, funzionalmente non autonome, ovvero singoli profili professionali. Sono altresì escluse forme surrettizie di sciopero quali le assemblee permanenti o forme improprie di astensione dal lavoro.
Inoltre, le azioni di sciopero non saranno effettuate:
1) nel mese di agosto;
2) nei giorni dal 23 dicembre al 7 gennaio;
3) nei giorni dal giovedì antecedente la Pasqua al martedì successivo.
4. Gli scioperi dichiarati o in corso di effettuazione si intendono immediatamente sospesi in caso di avvenimenti eccezionali di particolare gravità o di calamità naturali.

STUDIO

Fonti normative: Art. 10 legge 20 maggio 1970 n. 300; Art. 5 legge 8 Marzo n. 53; CCNL Comparto Sanità 1998 Art. 22

I lavoratori studenti iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i lavori settimanali.
In previsione del sostegno di prove d’esame hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti e il datore di lavoro può richiedere la produzione delle certificazioni necessarie all’esercizio dei diritti sopra indicati.

CCNL comparto sanità 1998 CAPO VI Formazione

ART. 22 Diritto allo studio

1. Ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato sono concessi – anche in aggiunta alle attività formative programmate dall’azienda – appositi permessi retribuiti, nella misura massima di 150 ore individuali per ciascun anno e nel limite massimo del 3% del personale in servizio a tempo indeterminato presso ciascuna azienda all’inizio di ogni anno, con arrotondamento all’unità superiore.
2. I permessi di cui al comma 1 sono concessi per la partecipazione a corsi destinati al conseguimento di titoli di studio universitari, post-universitari, di scuola di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico nonché per sostenere i relativi esami. Nell’ambito della contrattazione integrativa potranno essere previste ulteriori tipologie di corsi di durata almeno annuale per il conseguimento di particolari attestati o corsi di perfezionamento anche organizzati dall’Unione Europea anche finalizzati alla acquisizione di specifica professionalità ovvero, infine, corsi di formazione in materia di integrazione dei soggetti svantaggiati sul piano lavorativo, nel rispetto delle priorità di cui al comma 4.
3. Il personale interessato ai corsi ha diritto all’assegnazione a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi stessi e la preparazione agli esami e non può essere obbligato a prestazioni di lavoro straordinario né al lavoro nei giorni festivi o di riposo settimanale.
4. Qualora il numero delle richieste superi le disponibilità individuate ai sensi del comma 1, per la concessione dei permessi si rispetta il seguente ordine di priorità:
a) dipendenti che frequentino l’ultimo anno del corso di studi e, se studenti universitari o post-universitari, abbiano superato gli esami previsti dai programmi relativi agli anni precedenti;
b) dipendenti che frequentino per la prima volta gli anni di corso precedenti l’ultimo e successivamente quelli che, nell’ordine, frequentino, sempre per la prima volta, gli anni ancora precedenti escluso il primo, ferma restando, per gli studenti universitari e post-universitari, la condizione di cui alla lettera a);
c) dipendenti ammessi a frequentare le attività didattiche, che non si trovino nelle condizioni di cui alle lettere a) e b).
5. Nell’ambito di ciascuna delle fattispecie di cui al comma 4, la precedenza è accordata, nell’ordine, ai dipendenti che frequentino corsi di studio della scuola media inferiore, della scuola media superiore, universitari o post-universitari, sulla base di un’adeguata ripartizione tra i dipendenti dei vari ruoli.
6. Qualora a seguito dell’applicazione dei criteri indicati nei commi 4 e 5 sussista ancora parità di condizioni, sono ammessi al beneficio i dipendenti che non abbiano mai usufruito dei permessi relativi al diritto allo studio per lo stesso corso e, in caso di ulteriore parità, secondo l’ordine decrescente di età. Ulteriori condizioni che diano titolo a precedenza sono definite nell’ambito delle procedure di cui all’art. 4, comma 2, punto V del CCNL 7 aprile 1999.
7. L’applicazione dei predetti criteri e la relativa graduatoria formano oggetto di informazione successiva ai soggetti sindacali di cui all’art. 9, comma 2 del CCNL 7 aprile 1999.
8. Per la concessione dei permessi di cui ai commi precedenti i dipendenti interessati debbono presentare, prima dell’inizio dei corsi, il certificato di iscrizione e, al termine degli stessi, l’attestato di partecipazione agli stessi o altra idonea documentazione preventivamente concordata con l’azienda, l’attestato degli esami sostenuti, anche se con esito negativo. In mancanza delle predette certificazioni, i permessi già utilizzati vengono considerati come aspettativa per motivi personali o, a domanda, come ferie o riposi compensativi per straordinario già effettuato.
9. Nel caso in cui il conseguimento del titolo preveda l’esercizio di un tirocinio, l’amministrazione potrà valutare con il dipendente, nel rispetto delle incompatibilità e delle esigenze di servizio, modalità di articolazione della prestazione lavorativa che facilitino il conseguimento del titolo stesso.
10. Per sostenere gli esami relativi ai corsi indicati nel comma 2 il dipendente in alternativa ai permessi previsti nel presente articolo può utilizzare, per il solo giorno della prova, anche i permessi per esami previsti dall’art. 21, comma 1, primo alinea del CCNL del 1 settembre 1995.
11. Sono disapplicati l’art. 3 del DPR 23 agosto 1988, n. 395 e l’art. 20 del DPR 384/1990

TOSSICODIPENDENZA

Fonti normative: Art. 29 comma 1° della legge 26 giugno 1990 n. 162; Art. 124 dpr 9 ottobre 1990 n. 309

Contenuti

Per lo stato accertato di tossicodipendenza, i lavoratori assunti a tempo indeterminato possono accedere a programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle ASL o strutture terapeutico riabilitative e socio assistenziali con conservazione del posto di lavoro sino al termine del trattamento riabilitativo e per un periodo non superiore a tre anni. Aspettativa non retribuita.

ACCERTAMENTI SANITARI

Fonti normative: Art. 16 e 17 comma 1° lettera i) del DLGS 19 settembre 1994 n. 626

Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La sorveglianza sanitaria disciplinata dal dlgs 626/94 viene effettuata dal medico competente per accertamenti preventivi intesi a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro e alla valutazione della idoneità alla mansione, nonché all’accertamento periodico per verificare lo stato di salute dei lavoratori. Gli accertamenti comprendono esami clinici, biologici e indagini diagnostiche mirati alla valutazione del rischio. Le assenze dal lavoro per gli accertamenti sanitari sia programmate che richieste dal lavoratore, sono retribuite.

VOLONTARIATO

Fonti normative: Art. 31 legge 26 febbraio 1987 n. 49; Legge 11 agosto 1991 n. 266; DPR 8 febbraio 2001 n. 194

Contenuti

Per attività di volontariato si intende quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito tramite l’organizzazione cui il volontario appartiene senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà, per lo svolgimento di compiti afferenti la previsione, prevenzione e il soccorso, in vista o in occasione di eventi calamitosi.

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TIPOLOGIA PERMESSO E/O CONGEDO RETRIBUITO

ALLATTAMENTO
Permesso Retribuito – Ore 2 ORE DIE - SINO A COMPIMENTO 1° ANNO VITA BAMBINO

ASSEMBLEA SINDACALE
Permesso Retribuito – Ore 10 ORE ANNUE IN ORARIO DI SERVIZIO

ASTENSIONE PER GRAVIDANZA, MATERNITA’ E PUERPERIO
Permesso Retribuito – DUE MESI PRE PARTUM E TRE MESI POST PARTUM CON DIVIETO DI ESSERE ADIBITE AL LAVORO E CON DIRITTO ALL’80% DELLA RETRIBUZIONE

CONGEDO MATRIMONIALE
Permesso Retribuito – 15 giorni consecutivi da fruire anche in altro periodo

CURE TERMALI
Permesso Retribuito per MASSIMO TRENTA GIORNI

DECESSO
Permesso Retribuito per MASSIMO TRE GIORNI DA USUFRUIRE NELL’ARCO DI SETTE GIORNI DALL’EVENTO

DOCUMENTATA GRAVE INFERMITA’
Permesso Retribuito per MASSIMO TRE GIORNI DA USUFRUIRE NELL’ARCO DI SETTE GIORNI DALL’ACCERTAMENTO DELLO STATO DI PATOLOGIA

DONAZIONE DI MIDOLLO OSSEO
Permesso Retribuito per IL TEMPO OCCORRENTE ALPRELIEVO E ALLA DONAZIONE

DONAZIONE DI SANGUE
Permesso Retribuito per 1 GIORNO, DONAZIONE MINIMA NECESSARIA 250 GRAMMI


ELEZIONI (MANDATO ELETTIVO)
Permesso Non Retribuito per la durata del mandato

ESAMI PRENATALI
Permesso Retribuito in Orario di Lavoro per il tempo occorrente all’esecuzione di ESAMI PRENATALI, ACCERTAMENTI CLINICI, VISITE MEDICHE SPECIALISTICHE

FERIE
Permesso Retribuito nel limite di 32 GIORNI ANNUI di cui 15 giorni consecutivi nel periodo estivo

GRAVI E IMMEDIATI MOTIVI FAMILIARI
Permesso Non Retribuito per massimo due anni NELL’ARCO DELL’INTERA VITA LAVORATIVA

HANDICAP
Permesso Retribuito nel limite di 3 GIORNI MENSILI O due ORE GIORNALIERE

INFORTUNIO
Permesso Retribuito nel limite di 9 MESI AL 100%, 3 MESI AL 90%, 6 MESI AL 50%
Permesso Non Retribuito per altri 18 mesi

PARTECIPAZIONE CONCORSI-ESAMI-AGGIORNAMENTO
Permesso Retribuito per massimo 8 giorni annui

MALATTIA
Permesso Retribuito nel limite di 9 MESI AL 100%, 3 MESI AL 90%, 6 MESI AL 50%
Permesso Non Retribuito per altri 18 mesi


MOTIVI PERSONALI O FAMILIARI
Permesso Retribuito per massimo tre giorni annui

NASCITA FIGLI
Permesso Retribuito per massimo tre giorni annui a figlio da usufruire anche in altro periodo

PERMESSI BREVI
Permesso Retribuito per massimo quattro ore consecutive per trentasei ore annue con recupero entro il mese successivo. Non effettuare il recupero significa aver fruito di un permesso non retribuito

RIPOSO
Permesso Retribuito nel limite di 52 giorni annui INDIPENDENTEMENTE DALL’ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO


SANTO PATRONO
Permesso Retribuito per 1 GIORNO annuo

SCIOPERO
Permesso Non Retribuito

STUDIO
Permesso retribuito per massimo 150 ore per massimo il 3% del personale

TOSSICODIPENDENZA
Permesso non retribuito per massimo tre anni nell’arco della intera vita lavorativa
 
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